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Come richiedere rimborso Tari?

Caos Tari, come scoprire se la propria bolletta è stata “gonfiata” e come ottenere il rimborso

In questi giorni non si parla d’altro che di Tari e rimborso, mai stata cosi sulla “cresta” dell’onda come in questo periodo e non usiamo la parola cresta a caso. E si, perché pare, anzi ormai è dato certo, che alcuni comuni abbiano sbagliato, per anni, il conteggio della quota variabile della tassa sui rifiuti, addirittura duplicandone il suo onere.

Cos’è la Tari e dove sono stati sbagliati i calcoli dei comuni

La Tari si compone di due quote:

  • una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili,
  • una variabile che i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza, in mancanza di opportuni strumenti di calcolo.

Ed è qui che si è creato l’increscioso errore, perché il calcolo della quota variabile ha preso in considerazione anche le componenti immobiliari (soffitte, box, auto e cantine), come se fossero determinanti di una maggiore produzione di rifuti.

Come chiedere rimborso Tari?

Ma come capire se anche voi avete pagato una Tari gonfiata e soprattutto quali strumenti abbiamo a disposizione per difenderci?

Per prima cosa è necessario verificare se in bolletta (quella della tassa sui rifiuti) è presente, oltre all’utenza “domestica” principale, altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. In tal caso anche voi avete pagato somme non dovute.

Richiesta Rimborso Tari

La buona notizia è che si può fare richiesta per rimborso tari. Ecco come richiedere il rimborso Tari:

  1. Inviare una richiesta rimborso tari per raccomandata a/r, al Comune che ti ha richiesto il pagamento in eccesso,
  2. Allegare copia delle bollette “gonfiate”.
  3. Se trascorsi 90 giorni non si è ottenuta risposta o se la risposta è stata negativa, si fa ricorso alla Commissione Tributaria locale.

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