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Regime forfettario: le novità della Legge di Bilancio

La nuova Legge di Bilancio ha modificato profondamente il regime forfettario che trae origine dalla L. 190/2014. Alcuni commi della suddetta legge del 2014 sono infatti stati completamente rivisitati con la La Legge di Bilancio n.145/2018.
Le modifiche apportate hanno ampliato notevolmente la platea a cui questo regime può rivolgersi. La novità più importante è sicuramente quella che tocca la modifica dell’art. 1 comma 54 della L. 190/2014 che a partire dal primo gennaio 2019 prevede che:
“I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo, se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.”
Questa profonda modifica permette quindi di non considerare le diverse soglie di ricavi che prevedeva il vecchio forfettaria a seconda dei diversi codici ateco (che prevedeva massimo 50.000 euro per determinate attività come il commercio ma anche massimo 30.000 euro di ricavi per attività come quelle dei liberi professionisti) ma di prendere come unica soglia di riferimento quella di 65.000 euro.

Il precedente comma 54 prevedeva due ulteriori cause ostative che adesso invece vengono rimosse come: il limite di 5.000 euro per spese sostenute per il lavoro dipendente e il limite di 20.000 euro per il costo degli ammortamenti. Altri due paletti che in quanto eliminati permettono l’accesso a molti altri contribuenti.
Restano confermati i coefficienti di redditività del precedente regime forfettario e l’aliquota sostitutiva al 15% che diventa del 5% nel caso di nuova attività per i primi 5 anni. È bene precisare che chi ha iniziato l’attività nel 2018 o prima e rientra nei primi 5 anni potrà continuare ad usufruire di tale riduzione agevolata.

Le cause di esclusione del regime forfettario

Anche il comma 57, riguardante le cause di esclusione, prevede delle importanti modifiche alle lettere d) e d) bis che citano testualmente:
d) gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
d-bis) le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro;

Rispetto ad una prima versione della Legge di Bilancio, resta quindi invariata la possibilità per i forfettari che sono soci di società a responsabilità limitata o di associazioni in partecipazione a condizione che non controllino direttamente o indirettamente società che hanno lo stesso codice Ateco della attività svolta come forfettario.
Il comma 57 d) bis nella nuova formulazione specifica che la preclusione opera sia nel caso in cui il forfettario abbia un rapporto di lavoro dipendente ancora in corso e sia nell’ipotesi in cui sia cessato (negli ultimi due anni), ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro. Viene quindi eliminata la causa ostativa prevista nella previgente formulazione del comma il quale escludeva dal novero dei soggetti potenzialmente beneficiari del regime forfettario chiunque avesse percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro.

Concludendo, tutto quello non espressamente modificato dalla Legge di bilancio 2019, resta in vigore secondo le disposizioni ricomprese nell’ art.1 commi 56-75 della L.190/2014. E quindi: la determinazione del reddito, le aliquote sostitutive, l’esclusione dall’Iva, le semplificazioni degli adempimenti sia contabili che fiscali e la restante normativa del regime forfettario risulta essere la stessa del precedente regime forfettario.

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